Presentarsi, soprattutto per un pittore, è molto facile, basta mostrare le proprie opere e si è già a buon punto, ma parlare della propria vita inizia ad essere un po’ più complicato.
Il mio nome completo è Generoso Pompa ma, sin da bambino, mi hanno chiamato con il diminutivo di "Gene" con il quale firmo oggi le mie opere.
Mi dicono, che sono nato l’11 marzo del 1952 ad Alessandria d’Egitto dove ho vissuto un’infanzia splendida ed irripetibile (almeno per me). In Egitto, essendo nato da genitori italiani, mi chiamavano "l’italiano", mentre in Italia, essendo nato all’estero, mi chiamano "l’egiziano", perciò fate voi.
Da ragazzo ho iniziato a dipingere come tanti copiando le opere dei grandi Maestri del passato...Dagli anni ‘90, alterno opere surreali ad opere puramente paesaggistiche realizzate con una mia tecnica particolare, a rilievo, che utilizza il pennello e la spatola. Confesso che sin dalle prime volte che esposi la mia nuova tecnica, incontrai immediatamente una felice e meravigliata accoglienza da parte del pubblico e, successivamente, da parte della critica che mi ha incoraggiato a proseguire la ricerca e ad affinare la mia tecnica la quale, con il tempo, mi ha portato anche ad ottenere numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali.....
“DYNAMIC FIELD PAINTING”
Un capolavoro di prospettiva in tre dimensioni...da osservare da vicinissimi e in “quasi lontanza”.... gli apici dei cumuli di colore e il perfetto accordo dei loro toni, il singolo accumulo in cromie accordate, conferisce a questa opera la valenza del Capolavoro!
La tecnica del “DYNAMIC FIELD PAINTING” è una visione simultanea che va oltre la piattezza della prospettiva introducendo il cinetismo nell’arte, cioè l’inserimento di un movimento reale e non virtuale, causato da un dinamismo (nel caso del, “DYNAMIC FIELD PAINTING” tridimensionale) di elementi fissi(gli accumuli di colore)all’interno dell’opera stessa e dal richiesto movimento continuo del punto di osservazione dello spettatore. Le quotazioni di Gene, vista la scarsità della produzione dell’artista sono in continua, rapidissima, ascesa…..
Prof. Stefano Leonardi
Osservando le opere di Gene Pompa è inevitabile che d' istinto ritorni con il pensiero a un grande poeta che mi colpì fortemente: mi riferisco a Tagore, intelletto geniale e grande filosofo indiano che agli inizi del secolo ha fatto conoscere ed apprezzare in Occidente la spiritualità del suo paese. Ad una poesia in particolare mi riferisco, precisamente a quella ove viene raccontato di un re che, venuto a conoscenza del fatto che un giovane casto e innocente viveva da asceta presso un fiume in perfetta sintonia con la natura, diede molto denaro a delle meretrici perché andassero al fiume per sedurlo corrompendone la virtù. Ma giunte dal giovane le donne si vergognarono, vennero sconfitte e loro stesse sedotte dalla purezza e dalla castità, dall'amore che il giovane dimostrava per la natura e per la vita; tornarono dal re e riconsegnarono il denaro, felici!
Ora quel giovane potrebbe essere Gene Pompa, non per un accostamento diretto, quanto invece perché artista che seduce e ridimensiona con la semplicità, con la limpidità, con l'accecante solarità della sua luce. Il potere di seduzione di Gene è, secondo me, nell'incantamento prodotto dalle sue immagini: che entrano dentro di noi e, una volta entrate, ci si accorge che già erano presenti ma non sentite così come le si dovrebbero sentire. Semplici. Vive. Ciò che noi vediamo nei quadri di Gene l'abbiamo già visto e già vissuto, ma sentito e capito meno di come lui semplicemente ci consiglia di sentire e capire…
Carlo Serafini