Maria Rosa Muzzi è nata a Faenza. Diplomata al liceo artistico di Bologna, ha frequentato l'Accademia delle Belle Arti di Bologna e ha conseguito il diploma di Maestro d'arte presso l'Istituto d'Arte per la ceramica di Faenza. Docente di Educazione Artistica. Accademica associata del Verbano sezione Arte. Accademia internazionale "Greci Marino" - Vinzaglio (No).
Maria Rosa Muzzi, con le sue opere di pittura e di scultura esprime un concetto fondamentale in cui tecnica, stile, immagine si fondono con i sentimenti più profondi dell'anima per esprimersi in una forma artistica che possiamo definire SIMBOREALISMO
L’arte della Muzzi ci prepara a scandagliare l'anima. Le sue ninfe voluttuose e sensuali, ma a volte cosi eteree, le sue donne calabresi, cosi amorevolmente ruvide, calate dove l'amara realtà assume l'incanto del sogno, le sue teste di terracotta, cosi plastiche e classicheggianti, sempre colte in un atteggiamento introspettivo, dispongono all'ascolto dell'anima.
Le figure - puri volumi - sono inserite nell'ambiente naturale tipicamente dai colori caldi calabresi. Notiamo come l'artista traccia, con armonia cromatica, i corpi delle donne dalle curve rotondeggianti immersi in un'atmosfera statica, idilliaca. Legate da identità di temi, da luoghi e modi che ritornano continuamente, da cose e personaggi che restano da un'idea all'altra in gioco di echi evocativi che conservano intatte il sapore del tempo, l'essenza del destino e la luce della speranza.
Oltre agli amabili bassorilievi in terracotta raffiguranti ninfe avvolte in sottili giochi d’acqua policromi colpiscono le ballerine, “le sue ballerine”, che non vorrebbero mai smettere di danzare perché pur in posizione di riposo pensano e fanno pensare al movimento, soprattutto riflettono e fanno riflettere verso un quasi preordinato sistema di idee che posa su di un “reale” mondo dei pensieri che avvolgono e risucchiano, cercando quasi di evitare le pressioni del quotidiano, per approdare a spiagge fantastiche, espressione della sua garbata e splendida poesia.
Muzzi rappresenta gli umili, i contadini, personaggi che non fanno azioni esemplari, storiche, decisive. Vivono la propria quotidianità senza rendersi conto di essere rappresentati e immortalati nella pittura. Non si mettono in posa. Vengono ritratti nella loro condizione umana. Esistono dei legami importanti, come detto,con Gauguin, con la robustezza di impianto compositivo, poche figure, masse ampie. Ma anche con Ottone Rosai, letto in chiave decisamente meno metafisica, di cui è rimasta principalmente la lezione tecnica. Esperienze come quelle di Van Gogh e dei Fauves costituiscono un ulteriore serie di contatti che ricostruiscono quella trama di relazioni culturali che sono alla base dello stile della pittrice.
Prof. Donato Di Sepio
Hanno inoltre scritto i seguenti critici : Di Sepio – Cilento – Belgiovine – Serradifalco – Giuliani – S. Di Sepio – Mazzetti – Antonelli – altri…