Pierangelo Benetollo Thursday, July 29, 2010 Login

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MinimizeLe opere di Pierangelo Benetollo
   

 

 

 

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Compagni di viaggio
acrilico su tela cm 80 x 10
 
 
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Il germoglio
acrilico su tela cm 50 x 100
 

 

 
BenetolloLarosaelaluna.jpg
La Rosa e la Luna
acrilico su tela cm 50 x 100
 
 
Benetollopiazzadelletreluneacrilicotela6080.JPG
Piazza delle tre lune
acrilico su tela cm 60 x 80
 
Benetolloanitalaseduzione.jpg
Anita, la seduzione
acrilico su tela cm 80 x 100
 
BenetolloDifficile è scegliere- Acrilico su tela- Cm 60X80.jpg

Difficile è scegliere

acrilico su tela cm 60 x 80

 
 
MinimizeLa sua Biografia
   

Pierangelo Benetollo è nato a Sonico, in provincia di Brescia, il 23 luglio1964. Inizia a dipingere giovanissimo e, ancora studente ai primi anni del liceo artistico, frequenta lo studio del maestro Bruno Casalini, che lo indirizza sulla strada delle tecniche e dei temi che diverranno in seguito il suo terreno di indagine espressiva.
Nel dicembre del 1982 espone per la prima volta i suoi lavori in una mostra personale al proprio paese natale.
Dopo la maturità artistica si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera; qui studia pittura e storia dell’arte sotto la guida, fra gli altri, di Saverio Terruso, Raffaele De Grada, Miklos Varga e Francesco Poli. Si laurea nel 1987 con una tesi sugli aspetti formali e iconografici dell’arte rupestre della Valcamonica, sua terra d’origine.
Attratto dal realismo, analizza le tematiche classiche quali il paesaggio, la natura morta e il ritratto, spesso elaborandoli in contrasti apparentemente slegati fra di loro, nella ricerca di atmosfere magiche e surreali.
L’attività espositiva, fra mostre collettive e personali, è andata intensificandosi negli anni, così come la partecipazione a premi, rassegne e manifestazioni in varie parti d’Italia e all’estero.
Fra le affermazioni più significative e recenti si ricordano la realizzazione, quale vincitore del concorso di idee, del drappo del "Palio della Balestra" fra le città di Gubbio e Sansepolcro (Sansepolcro, Arezzo, Settembre 2004), il Primo Premio al concorso "Breno si affresca e si decora" (Breno, Dicembre 2004), la selezione alla Rassegna "La Cattedrale: Storia, Spiritualità, Arte" (Diocesi di Brescia, Gennaio 2005); il Secondo Premio al Trofeo "Luigi Valenti" (Cremona 2005).
Sue opere sono in numerose collezioni private e significative sono le presenze in varie gallerie d'arte. Ha partecipato a trasmissioni e dibattiti televisivi e radiofonici; la sua opera è stata oggetto di interesse per lo svolgimento di tesi universitarie, oltre che motivo di dibattito e di analisi da parte di numerosi giornalisti e critici d’arte, su quotidiani e riviste specializzate.
La sua attività è illustrata dal sito internet personale
www.benetollopier.it.
Vive e lavora a Sonico.
 

 

 
 
MinimizeLa Critica
   


TESTO CRITICO DI  PAOLO LEVI

IN  CATALOGO “NUOVA ARTE” DI GIORGIO MONDADORI- NOVEMBRE 2005

Un universo della natura visto con occhio iperrealista, le cui immagini rinviano alle lezioni della metafisica e del surrealismo, in una creazione di scene tra il simbolico e l’onirico: questo è il terreno privilegiato di Pierangelo Benetollo.

Egli ,infatti, trova nel paesaggio ciò a cui la sua pittura aspira. Un ciuffo d’erba,  un fiore, una castagna, ingigantiti dalla prospettiva ravvicinata, acquistano una fisicità inaspettata, una dimensione in cui queste forme appaiono meravigliose e acquistano una realtà interiore, poiché lo sguardo dell’autore s’insinua nei particolari, come se fosse nei recessi della mente, tra le  emozioni dello spirito. Il risultato di questi acrilici è una pittura lirica, oltre che coloristica, entro una luce limpida e vibrante che sembra avvolgere un cosmo in cui pare essersi cristallizzata la vita.

PAOLO LEVI  - Novembre 2005

Benetollo, natura in si bemolle

 

di MAURIZIO BERNARDELLI CURUZ

Direttore di STILE ARTE

 

Il rapporto tra natura e cultura risulta al centro dei dipinti di Pierangelo Benetollo, artista camuno formatosi a Brera, che individua sulla tela il punto di contraddizione, assecondando, al contempo, un desiderio di poesia e di spiazzante attesa di un nume, di una tempesta, della voce d’ogni Concarena.

Pittura algida, la sua. Deliberatamente fredda- con un sentore di neve e di alluminio, per bianchi nsistiti, fantasmatici- surrealisticamente dissonante nei toni, succitata dalla necessità di un montaggio per opposizioni del quadro, con qualche soluzione che rinvia alla stagione surrealista e in particolar modo ai sibemolli e ai diesis cromatici di Dalì ( e pure le  rose impossibili, rosse e concimate, che spuntano da rocce come miracoli mariani, contro nevi eterne, contro la  sfera di luna rappresa nel ghiaccio, ppartengono all’orizzonte del pittore spagnolo.

Il lavoro compiuto sugli equivoci percettivi –che giocano sulla tela un montaggio onirico, colto nel momento in cui la mente compie sintesi delle diverse visioni e le assembla o le divide secondo un criterio logico improntato allo scarto guizzante della meraviglia- porta allora l’artista bresciano a misurarsi con situazioni che si collocano, come dicevamo, nel punto d’incontro, o di scontro, tra la quinta paesistica – sempre montana, giacché l’imprinting è camuno- e i luoghi addomesticati.

In base a questi equivoci onirici, Benetollo misura, ad esempio, gli esiti di una copiosa nevicata, che ha trapunto gli arbusti d’infinite merlettature con la decorazione a tarsie di una tovaglia, trasformata in un pianoro sul quale alligna un albero maestosamente sacro, nel punto d’incontro tra la neve e il piano di un cotone domestico.

O ancora la rosa e un libro intesi, come dice il titolo, come “Rumori di città”, contro il massiccio, indaco corpo di un monte solenne, e un vaso di matrice alchimistica, sottile e fragile come l’uomo di fronte alla potenza immortale della natura.

Oppure nel dipinto “Finzione”, in cui una pratica extravagante porta il pittore a dipingere la quinta naturale su una tenda dal verticale panneggio, alla ricerca di un inganno visivo che pone lo spettatore a chiedersi quali siano i diversi piani della realtà e quali le proiezioni fantastiche.

La ricerca di un luogo di natura misteriosa, secondo una linea di vaga ascendenza mottinelliana, é emento dominante di una seconda serie di dipinti.

Betulle dalla pelle di serpente sacro, dotate di un candore femminile, contrastano con il cuore di boschi lussureggianti dai quali transitano torrenti pieni di riflessi, ai quali Benetollo vuole assegnare una valenza sacra.

Il linguaggio utilizzato è quello di un iperrealismo di natura fantastica, che non dimentica lo stupore delle tavole di illustrazione libraria. Né sembra molto lontana dal suo orizzonte questa visione  contemperante di verità e di mito naturale, che trasuda dalla terra delle incisioni rupestri.                 

                                      

Maurizio Bernardelli Curuz

 

Brescia , Aprile 2003

 


 
 
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